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I partner europei del progetto “School Chance” a Reggio Emilia per studiare le soluzioni di mobilità casa-scuola


Il 10 e 11 ottobre i partner europei del progetto Interreg Europe “School Chance” sono stati accolti dal Comune di Reggio Emilia per una visita di studio e approfondimento delle buone pratiche messe in atto dalla città e dal territorio sul tema della riduzione delle emissioni di anidride carbonica generate dalla mobilità casa-scuola. Obiettivo della due giorni è stato far conoscere questo quadro di iniziative col fine di sviluppare un piano d’azione regionale per rendere la mobilità scolastica un elemento essenziale delle politiche ambientali legate ai trasporti.

Oltre 20 partecipanti provenienti da Brasov (Romania), Girona (Spagna), Gdansk (Polonia)k, Utrecht (Olanda) e Gävle (Svezia) hanno potuto conoscere i principali progetti coordinati dal Comune di Reggio sul tema, anche attraverso visite ad alcune scuole del territorio,  sia durante gli orari di entrata e uscita degli alunni sia durante la mattinata.

In questi momenti hanno potuto assistere a varie iniziative: tra queste una delle più note e studiate sono il Bicibus e Pedibus, che i partner europei hanno potuto osservare dal vivo alla scuola “Tricolore” di Fogliano. Si tratta di un vero e proprio treno di bici, composto da studenti e  guidato da volontari che, da oltre 14 anni, è attivo in varie  scuole reggiane e permette il raggiungimento della scuola attraverso un percorso stabilito e sicuro raccogliendo gli alunni lungo il tragitto.

Sono poi state presentate alla delegazione anche altre attività come “Primi passi”, pensata appositamente per far entrare in contatto con il tema della mobilità quotidiana i bambini in età pre-scolastica e le loro famiglie e  le buone pratiche legate all’utilizzo dello spazio pubblico urbano intorno alle scuole. Le immediate vicinanze delle scuole non sono sempre considerate aree sicure a causa dell’enorme numero di auto con cui i genitori accompagnano i figli a scuola.

Sono state illustrate varie pratiche come ad esempio le “strade scolastiche”,  aree nelle quali viene bloccato il transito agli autoveicoli per circa 15 minuti dal momento di ingresso ed uscita  per favorire il raggiungimento della scuola in sicurezza da parte della componente pedonale e ciclabile, e  gli urban tattoo.

L’obiettivo di queste buone pratiche è favorire modi innovativi per allontanare il traffico automobilistico  dalle arre in prossimità delle scuole promuovendo modalità di trasporto  più sostenibili. La realizzazione di  queste iniziative è possibile solo attraverso il coinvolgimento di più attori, nello specifico la scuola, il Comune e le famiglie;  questo è stato reso possibile nel corso del tempo con la creazione della figura del Mobility manager scolastico, un ruolo istituito a Reggio Emilia nel 2009 all’interno del “Manifesto per una mobilità, sicura sostenibile ed autonoma sui percorsi casa-scuola” e oggi  istituzionalizzato dal legislatore a livello nazionale.

Si tratta di un insegnante che all’interno di ogni scuola  costituisce il  punto di contatto fra il Comune e la comunità scolastica (bambini, genitori, insegnanti) sulle politiche di mobilità, dotato di competenze sul tema e in grado di promuovere presso la sua platea iniziative per  forme di Mobilità diverse da quella privata motorizzata a favore di una maggiore sicurezza, maggiore  grado di autonomia dei ragazzi, stili di vita più sani e un ambiente migliore.

Questa buona pratica è stata analizzata sia durante momenti all’interno della normale quotidianità  delle scuole, sia attraverso il confronto con l’esperienza di Mobility manager scolastici di una scuola primaria che di una scuola secondaria di primo grado.

Una due giorni  di lavoro intenso e di confronto caratterizzato dalla multidisciplinarietà che contraddistingue il tema della mobilità quotidiana sui percorsi casa-scuola.





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