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Fondazione regionale vittime di reato: accolte altre sei nuove richieste di aiuto


I nipoti di Ugo e Brenno Bertarini, i fratelli uccisi a colpi di roncola nella loro azienda agricola di Zocca, nel modenese, nel febbraio scorso e i due figli di Elca Tereziu, uccisa a maggio dal marito, nella loro casa di Piacenza davanti al più giovane dei due ragazzi. Due efferati casi di omicidio che rientrano nelle sei nuove richieste di aiuto accolte dalla Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, insieme a tre casi di violenza e maltrattamenti in famiglia e uno di abuso su un ragazzo minorenne. Le istanze, che saranno sostenute con quasi 36 mila euro, sono state avanzate dai sindaci di Forlì, Zocca (Mo), di Piacenza e di un piccolo comune in provincia di Reggio Emilia.

Le risorse erogate dalla Fondazione presieduta da Carlo Lucarelli – istituzione unica in Italia, che il presidente della Giunta, Stefano Bonaccini, ha deciso di sostenere ulteriormente aumentando i fondi regionali per quest’anno da 90 a 140mila euro -, nel primo caso verranno impiegate per interventi socioeducativi e di psicoterapia per i due ragazzi ancora minorenni, che hanno perso figure fondamentali per la loro crescita, oltre a un parziale rimborso delle spese funerarie; nel secondo, aiuteranno i due giovani, da poco maggiorenni, a trasferirsi in un nuovo appartamento e a completare gli studi.

Altri tre interventi prevedono il sostegno a donne che hanno subito violenza in famiglia e ai loro bambini. Le risorse saranno gestite in collaborazione con i servizi sociali territoriali che già si stanno occupando di questi nuclei: in un caso sono mirati a un percorso di psicoterapia per la vittima, per distaccarsi dall’uomo che l’ha maltrattata per anni al quale si sente ancora legata; negli altri, si sosterranno le spese sanitarie e abitative che dovranno essere affrontate per iniziare una nuova vita.
L’ultima istanza riguarda un giovane, oggi maggiorenne, che ha subito per anni violenze sessuali da parte di un amico di famiglia, già condannato ma che non può far fronte al risarcimento. Il ragazzo presenta una condizione psicologica molto compromessa che lo condiziona nelle relazioni, nel lavoro e in ogni aspetto della quotidianità. In questo caso gli aiuti sono orientati a sostenerlo nei percorsi sanitari necessari al recupero.

“Si tratta di sei interventi che riguardano ancora una volta le vittime di reati diversi e tutti molto gravi. Come sempre l’obiettivo della Fondazione è quello di non lasciare sole le vittime e le loro famiglie- spiega Cosimo Braccesi, vicepresidente della Fondazione- e di offrire da subito un aiuto concreto che tenga conto delle necessità, diverse in ogni caso, per poter andare avanti nella propria vita”.

Nel 2018 già accolte 24 richieste di aiuto
Con gli ultimi casi sono complessivamente 24 le richieste di aiuto accolte e sostenute dalla Fondazione con un contributo di oltre 164mila euro. Le richieste sono arrivate da quasi tutte le province dell’Emilia-Romagna: Bologna (3 casi), Ferrara (6 casi), Forlì-Cesena (4 casi), Modena (4), Rimini (1), Parma (1) e Reggio Emilia (4) e Piacenza (1). La maggior parte delle istanze presentate dai sindaci riguarda le vittime di violenza domestica, donne e bambini, con casi che vanno dal maltrattamento al tentato omicidio. In altre occasioni il sostegno è stato rivolto a minorenni che hanno subito violenza e abusi sessuali, ai familiari di persone uccise o a persone che hanno lesioni in seguito a gravi reati.





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