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Un anno all’estero per trovare lavoro prima


Conoscere le lingue ormai è diventata una necessità: sembra strano ma per qualsiasi lavoro è necessario sapere comunicare in almeno una lingua straniera: tra tutte spicca l’inglese.

Come fare? Trascorrere un anno all’estero è diventata una opzione importante per i chi intende entrare con un profilo vincente nel mondo del lavoro.

Inglese: necessario per lavorare

Ormai è chiaro: la conoscenza della lingua inglese è necessaria per lavorare. Non essere in grado di capire un testo, scrivere una mail, fare una conversazione in questo idioma diventa un limite talvolta insuperabile.

Basta osservate gli annunci di lavoro, a Sassuolo, anche per le posizioni più basse la lingua inglese è richiesta, conoscerla e averne una padronanza medio alta agevola l’assunzione.

Se la disoccupazione giovanile è ancora alta è vero pure che vi è richiesta di manodopera specializzata e qualificata. I comparti in cui si cercano persone da assumere sono parecchi.

In questo periodo con la stagione turistica iniziata ad esempio la richiesta di personale stagionale è alto. Per lavorare nel comparto però le lingue straniere sono obbligatorie. Le ricerche sono varie, molte strutture cercano personale per l’animazione e l’accoglienza e, padroneggiare la lingua inglese, in primis, è una necessità.

Conoscere la lingua in questo settore è uno degli skill più richiesti: chiaro è che se si è in grado di poter dimostrare di aver passato un anno all’estero e di avere un ottimo livello di conoscenza linguistica l’assunzione diventa molto più semplice ed immediata.

Esistono però dei settori ancora più importanti in cui avere la conoscenza linguistica è una prerogativa per poter lavorare.

Export: settore in crescita

In questi ultimi anni nel nostro territorio l’export è nettamente in crescita: i dati parlano chiaro. In Emilia Romagna tutti i distretti produttivi sono protagonisti della ripresa economica ma a dare la spinta maggiore c’è l’export, vincono su tutte le imprese giovani e con una voglia di essere protagonisti. I dati rilevati durante l’ultimo anno dimostrano come in 13,2 miliardi di fatturato generale regionale il 50% arrivi dall’export. Si guarda a Paesi come Stati Uniti, Germania, Francia e Cina

Secondo i dati rilevati dal Monitor dei distretti industriali dell’Emilia Romagna  nel 2017 si è avuto un 2,7 in più rispetto all’anno precedente. Questo dato fa ben sperare ed infatti sono cresciute le richieste di esperti del settore.

Le richieste di assunzione sono per lo più per operatori del comparto tra cui chiaramente gli Export Manager. Un ottimo Manager dell’Export non solo ha una formazione universitaria ma ha una padronanza linguistica certificata medio alta, certificazione possibile solo se si vive almeno un anno all’estero completando il proprio curriculum con le certificazioni linguistiche di un Paese in cui la lingua viene parlata.

Anche per lavorare in una azienda o industria, magari in un ufficio commerciale o marketing l’inglese è richiesto, basta scorrere nel web per notare come negli annunci di lavoro del settore la padronanza linguistica sia la richiesta principale.

Dalle nostre parti ormai è diventata prassi scegliere di formarsi meglio con la permanenza all’estero di almeno un anno.





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