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Edilizia, nasce a Reggio Emilia l’Ufficio associato legalità


Dal primo dell’anno in tutti i Comuni della provincia di Reggio Emilia è pienamente operativo, dopo alcuni mesi di sperimentazione, il Protocollo di legalità per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dell’edilizia privata e dell’urbanistica che definisce uno standard molto elevato nei controlli sulle aziende titolari di procedimenti edilizi e/o incaricate di eseguire i relativi lavori. A tale importante risultato si è giunti anche grazie al nuovo Ufficio associato legalità, istituito da Provincia e Comune di Reggio Emilia al fine di gestire unitariamente le pratiche della documentazione antimafia per conto di tutti i Comuni nei rapporti con la Prefettura e la Banca dati nazionale Antimafia, semplificando l’attività delle singole Amministrazioni ed evitando duplicazioni nell’avvio dei procedimenti.

In occasione della presentazione dell’Ual ad associazioni e ordini professionali, il  presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi ed il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, insieme all’assessore alla Rigenerazione urbana e del territorio del Comune di Reggio Emilia Alex Pratissoli, hanno illustrato stamattina questo ulteriore, significativo risultato ottenuto dalle istituzioni  locali sul fronte del contrasto ai pericoli di infiltrazione mafiosa.

“Da inizio anno,  dopo la positiva sperimentazione attuata a partire dall’estate dal Comune capoluogo, è divenuto operativo in tutti gli altri 41 Comuni del territorio il Protocollo di legalità che estende i controlli antimafia anche nel settore dell’edilizia privata e dell’urbanistica – ha detto il  presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi – Si tratta di uno strumento di grande importanza che, grazie all’Ufficio associato legalità costituito da Provincia e Comune di Reggio Emilia, riserva attenzione anche ai tempi per non bloccare le attività sia del pubblico e privato: i protocolli rappresentano la pietra angolare della lotta per la legalità sul versante amministrativo e testimoniano, oltre a trasparenza e coerenza con gli impegni assunti, come un intero sistema si sia con responsabilità messo in campo per accrescere la propria impermeabilità alle infiltrazioni malavitose”.

“Questo livello di attenzione e consapevolezza è nato in tempi non sospetti, già nell’estate del 2014 e dunque subito dopo il nostro insediamento e qualche mese prima dell’indagine Aemilia, quando in particolare con l’assessore Pratissoli abbiamo iniziato a lavorare insieme alla Prefettura a questo nuovo e ulteriore protocollo per la legalità – ha sottolineato il sindaco Luca Vecchi –  Si è trattato di un passaggio coerente e conseguente rispetto a una stagione avviata già prima, con i protocolli per i controlli nei cantieri e sugli appalti pubblici, che ha per altro aperto la strada per arrivare al superamento in tutta la provincia del criterio del massimo ribasso.  L’inchiesta ha ovviamente imposto una riflessione ancora più attenta e profonda che,  grazie a una relazione sempre più stretta con la Provincia e gli altri enti locali, ed un lavoro paziente e silenzioso, conferma anche le grandi capacità innovative della Pa reggiana”.

Il protocollo che estende di fatto i controlli antimafia anche all’edilizia privata, come ha evidenziato illustrando i contenuti più tecnici del documento l’assessore alla Rigenerazione urbana e del territorio del Comune di Reggio Emilia Alex Pratissoli – non ha infatti precedenti in Italia: “E’ strumento che accresce notevolmente i livelli di indagine sulle imprese, ma che non dovrà comportare un allungamento dei tempi, grazie al lavoro enorme da parte dell’Ufficio associato per la legalità nel raccogliere i tantissimi dati necessari all’informazione antimafia, che come noto prevedono anche una verifica delle relazioni economiche e familiari di soci e amministratori”. “Anche per questo, stamattina  abbiamo chiesto a ordini professionali e associazioni di categoria di aiutarci nella raccolta dei dati”, ha aggiunto l’assessore Pratissoli auspicando infine una “estensione a tutte le tipologie di attività collegate all’edilizia della possibilità di iscrivere un’impresa alla White list”.

 

L’ Ufficio associato legalità (Ual) – che ha sede nei locali della Provincia in corso Garibaldi 6 ed è costituito da personale della stessa Provincia e del Comune di Reggio Emilia –  si occuperà della gestione unitaria per tutti i Comuni delle richieste in materia di documentazione antimafia e delle relazioni a tal fine con la Prefettura e consentirà di dare concreta attuazione al Protocollo di legalità per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dell’edilizia privata e dell’urbanistica senza gravare eccessivamente sull’attività degli uffici comunali, in particolare quelli più piccoli, né introdurre ulteriori rallentamenti amministrativi in un settore già fortemente colpito dalla crisi economica.

Come noto il Protocollo, che ha introdotto anche per l’edilizia privata e l’urbanistica  maggiori controlli sulle aziende titolari di procedimenti edilizi e/o incaricate di eseguire i relativi lavori, è stato sottoscritto dalla Prefettura nel novembre 2015 con il Comune di Reggio Emilia e nel giugno 2016 con tutti gli altri Comuni reggiani.

Da allora i Comuni e la Provincia – che non ha competenze dirette in materia edilizia, ma ha svolto, su richiesta della Prefettura, un lavoro di promozione e di coordinamento sul tema in oggetto in particolare attraverso il segretario generale Alfredo Tirabassi – si sono mossi per dare attuazione, sotto il profilo sia organizzativo sia giuridico, al Protocollo. Operativamente, su iniziativa del Comune capoluogo e della Provincia è stato istituito, mediante apposita convenzione, l’Ufficio associato, mentre sul piano giuridico è stato definito un atto di indirizzo, approvato inizialmente dalla giunta del Comune di Reggio Emilia e successivamente dalle giunte di tutti i restanti Comuni, con il quale vengono forniti agli Uffici tecnici comunali i necessari indirizzi operativi. Un lavoro inevitabilmente non semplice, a fronte di quadro giuridico ed economico complesso ed articolato, ora però giunto positivamente a conclusione. Dopo la sperimentazione effettuata a partire da luglio dal Comune di Reggio Emilia, dall’inizio dell’anno, infatti, in tutti i Comuni si applica il Protocollo che estende l’azione di controllo e di contrasto ai tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata anche all’edilizia privata e all’urbanistica attraverso, ad esempio, l’allargamento a nuove e diverse tipologie di strumenti della verifica tramite l’informativa antimafia; l’obbligo della comunicazione antimafia anche per permessi di costruire al di sotto dei 70mila euro e controlli puntuali su una parte rilevante delle ristrutturazioni.

 





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