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Gli esperti dell’Osservatorio Geofisico del DIEF circa la prima neve in pianura


La neve a novembre ha colto un po’ di sorpresa, soprattutto perché i principali modelli meteorologi la davano probabile a basse quote, non certamente in pianura. Meno sorpresi della novità gli esperti dell’Osservatorio Geofisico del DIEF – Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” di Unimore.

“Meteorologicamente, – spiega Luca Lombroso di Unimore – la situazione era di quelle per così dire <strategiche>, per la posizione di una depressione che si è formata sottovento all’arco alpino e che si è mossa dalla Pianura Padana al medio mar Adriatico, alimentata da una stretta saccatura in quota che ha portato aria di origine artica sulle nostre regioni. In particolare, in mattinata a portare il repentino abbassamento del limite delle nevicate in pianura hanno contribuito da un lato l’intensità delle precipitazioni, in pratica semplificando succede che quando cadono forti precipitazioni il fiocco di neve non fa a tempo a fondere completamente; dall’altro un complesso fenomeno noto come CAD (cold air damming “diga di aria fredda”), per cui accade che aria fredda si accumula a ridosso e ai piedi di una barriera montuosa, nel nostro caso l’Appennino”.

Questa la spiegazione scientifica del perché di questa nevicata odierna, che sugli Annali dell’Osservatorio Geofisico universitario di Modena verrà annotata nelle osservazioni a vista con un deposito al suolo di 1 cm, dunque neve debole e appena misurabile.

Dal punto di vista storico, la neve a novembre non è una novità, anche se più frequentemente cadono a fine mese, come per le famose nevicate del 25-26 novembre 2005 e 1977, e del 21 novembre 1999. La più precoce fu quella del 3-4 novembre 1980, che ebbe un deposito di 4 cm. Ma,  negli annali sono annotate perfino nevicate, senza deposito, in ottobre, ovverosia nel 1869 e nel 1887.

Anche dal punto di vista dei cambiamenti climatici in atto la nevicata odierna non deve sorprendere. “Possiamo dire – afferma il meteorologo Luca Lombroso – che pur scaldandosi il pianeta, in inverno potrà sempre continuare a fare freddo. Anzi alcuni scenari includono, nell’ambito di un clima più caldo, la possibilità anche di <eventi estremi freddi> legati ai cambi di circolazione generale dell’atmosfera indotti dal ritiro dei ghiacci artici marini”.

Previsione. Il fenomeno è in esaurimento. Domani martedì 14 novembre avremo le ultime precipitazioni piovose in pianura, dove quindi non si avranno gelate. Durante la giornata primi timidi diradamenti. Da mercoledì 15 novembre seguiranno giornate variabili e moderatamente fredde, di fatto con temperature nella media stagionale: minime notturne in pianura fra +2 e +4°C e massime anche sui +11/+12°C.





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