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In Riviera romagnola cercasi 1000 lavoratori stagionali. Tullia Bevilacqua (Ugl): “Più assunzioni a contratto e no ai voucher”


In questi giorni, a stagione estiva che ha ormai preso il via in tutta Italia, in Riviera romagnola le cooperative dei bagnini, il Sindacato italiano balneari, il Sindacato dei locali da ballo e l’ Associazione italiana albergatori hanno lanciato l’allarme sulla mancanza di personale per le attività stagionali.
Servono bagnini, camerieri, addetti alle pulizie, personale di sala, tuttofare, addetti alle pulizie, camerieri ai piani in albergo, aiuto cuoco e camerieri nel ramo ristorazione e baristi e “cubiste” in discoteca.

Per complessivi mille posti di lavoro scoperti, solo nel distretto di Rimini.
Numeri dunque da moltiplicare calcolando le aree di Ravenna, Ferrara e Forlì-Cesena. Le associazioni di categoria puntano il dito, fra l’altro, contro: “i soliti problemi burocratici e la recente cancellazione dei voucher”.

“Prendiamo atto con estremo favore che il settore del turismo possa ancora offrire posti di lavoro ai giovani italiani. E in particolare nella nostra Regione, terra che del turismo ha fatto una delle leve della crescita economico-sociale che l’ha proiettata in vetta alle classifiche del benessere. Ma gli effetti della crisi si sono fatti sentire anche Emilia-Romagna”: è il commento di Tullia Bevilacqua, segretario regionale del sindacato Ugl Emilia-Romagna. “Prendiamo atto che anche le associazioni di categoria del turismo riconoscono che da anni, ormai, i nostri ragazzi cercare lavoro estivo all’estero, per il miglior trattamento economico che viene offerto oltre frontiera. Ma non potremo mai arrivare alla conclusione che si possa incentivare l’occupazione ripristinando i voucher. Indietro non si torna. L’Ugl s’è sempre opposta a questa forma di pagamento che non a caso è esplosa, fino a trasformarsi in abuso , con l’approvazione del Jobs”: ribadisce Tullia Bevilacqua.

Le associazione di categoria e gli operatori del turismo lamentano anche l’assenza di personale competente e specializzato, come emergerebbe dai colloqui conoscitivi degli aspiranti stagionali.

“E questo dimostra anche le tante lacune del sistema della formazione professionale, oltre che confermare il risultato, purtroppo desolante, di un’intera generazione di ragazzi che negli anni della crisi non s’è specializzata e non ha trovato non soltanto un impiego , ma anche possibilità di una crescita professionale appagante”: aggiunge il segretario regionale del sindacato Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua.

L’Ugl, da anni, denuncia all’opinione pubblica, alle istituzioni ed alle forze politiche il problema dello sfruttamento della forza lavoro stagionale e il sindacato anche in Emilia-Romagna mette in guardia anche dal ricorso massiccio in alcuni settori dell’economia al lavoro nero, o all’utilizzo di personale sottopagato e sfruttato con ore di lavoro che non vengono retribuite con un equo compenso.

“Calcolando tutto questo, la soluzione per avvicinare i giovani al lavoro stagionale non è il ritorno ai voucher o all’impiego di maggiore flessibilità nelle assunzioni. Semmai si tratta di generalizzare i contratti regolari nell’assunzione del personale del settore turistico e ricreativo che ha tutto il diritto di essere retribuito con equità”: conclude il segretario regionale del sindacato Ugl Emilia-Romagna Tullia Bevilacqua.





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