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Le interrogazioni discusse nel Consiglio comunale del 13 giugno

Delle sette interrogazioni previste nell’Ordine del Giorno, ne sono state discusse quattro, in quanto tre sono state ritirate dai proponenti stessi.

Gli esiti:

Interrogazione “Emergenza Sfratti” presentata dal consigliere e capogruppo Giorgio Barbieri – Lista Sassuolo 2020

In questa interrogazione Giorgio Barbieri ha chiesto all’Amminisitrazione Comunale di poter conoscere il dato degli sfratti nel nostro Comune  e di conoscere, sulla base di tali dati, quali siano gli interventi le politiche attivate in merito..

Risposta all’interrogazione  a cura dell’Assessore ai Servizi Sociali Antonella Vivi, che ha così replicato:

1)    Il dato complessivo degli sfratti a Sassuolo, come negli altri comuni,  non è un dato in possesso del Comune. Il Tribunale di Modena è in possesso del dato preciso delle cause di sfratto  ma tali informazioni ma non sono organizzate in banche dati consultabili ed utili all’analisi della situazione specifica dei singoli territori.

Il Servizio Sociale Territoriale del Comune conosce esclusivamente le situazioni di fratto per cui le famiglie decidono di rivolgersi al Servizio Sociale per un aiuto. A questo proposito non si è rivelato nell’ultimo periodo ad un aumento di richieste rispetto all’andamento degli anni precedenti. Periodicamente si può assistere a più richieste di aiuto contemporaneamente, ma a livello di media complessiva annuale  l’andamento non pare sostanzialmente mutato negli ultimi anni.

2)    I cittadini che si rivolgono al servizio sociale per richiesti di aiuto,  a fronte di sfratti esecutivi, sono di norma interessati da sfratti per morosità.

Il tema dello sfratto per morosità è quello a cui ha posto interesse sia la legislazione nazionale che regionale inserendo il concetto di “morosità incolpevole”, intesa come  reale difficoltà delle famiglie a garantire il pagamento del canone di locazione in considerazione della grave crisi economica ed occupazionale che ha interessato il nostro paese dal 2008 ad oggi.

I nuclei familiari che si rivolgono ai servizio sociali per interventi di aiuto in situazione di emergenza abitativa (a seguito anche di sfratto per morosità) sono orientati, dove possibile, all’Ufficio casa per la richiesta di appartamenti di affitto in garanzia “Agenzia casa” e/o domanda di alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica. Inoltre il Servizio Sociale Territoriale – ora in capo al settore Politiche Sociali dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico –  verifica la possibilità di intervento tramite contributo dal Fondo Morosità Incolpevole (volto sia a accordo con il proprietario per nuovo contratto di locazione e/o rinvio dello sfratto sia a contributi volti al pagamento della cauzione per un nuovo alloggio), dal Fondo di Solidarietà città di Sassuolo (fondo creato con donazioni da privati volto principalmente al pagamento dei costi per il reperimento di un nuovo alloggio) e altri possibili contributi previsti dalla regolamentazione del servizio sociale. Inoltre, per situazione di estrema urgenza, è possibile proporre l’ospitalità provvisoria e temporanea delle madri con i figli minori presso appartamenti condivisi fra più nuclei familiari (a titolo completamente gratuito).

Ogni intervento in campo sociale è comunque inserito in uno specifico progetto di intervento personalizzato condiviso con il soggetto richiedente aiuto.

3)    I finanziamenti del Fondo per  la “Morosità incolpevole 2015” stanziati dalla Regione Emilia Romagna con propria Deliberazione n. 2250 del 28/12/2015 destinati al Comune di Sassuolo per il periodo 2016 e 2017 sono stati pari a € 60.089,34.

Tali risorse sono state trasferite all’Unione dei Comuni  poichè, come noto, da gennaio 2015 le funzioni proprie del servizio sociale  sono state conferite all’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico. In particolare la Deliberazione Regionale  n. 2250/2015 sopracitata ha approvato il piano di riparto delle risorse regionali destinandole esclusivamente ai comuni Capoluogo ed ai comuni ad alta densità abitativa, da utilizzare secondo i criteri contenuti nel Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 14/5/2014. Tra i comuni appartenenti all’Unione tali contributi sono stati pertanto previsti esclusivamente per il comune di Sassuolo e di Formigine.

La Giunta dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico – in conformità a quanto indicato dalla Deliberazione della Giunta Regionale più volte richiamata –  ha approvato con proprio atto n. 35/2016 il Bando pubblico per l’erogazione di contributi  a inquilini morosi incolpevoli residenti nei comuni ad alta densità abitativa  Sassuolo e Formigine” che rimane aperto fino al 31.12.2017.

Con successiva Deliberazione di Giunta Regionale n. 2079 del 5 dicembre 2016 è stato approvato il riparto del Fondo 2016 destinato agli Inquilini Morosi Incolpevoli da utilizzare secondo i criteri contenuti nel decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti del 30/03/2016. L’ammontare di tale Fondo per il Comune di Sassuolo è pari a € 64.677,88; anche in questo caso la gestione delle risorse è posta  in capo all’Unione dei Comuni quale titolare delle funzioni sociali.

4)    La “Convenzione per il conferimento all’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico della funzione fondamentale di progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali ed erogazione  delle relative prestazioni ai cittadini (art. 7 comma 3 L.R. 21/2012, e lett. g del comma 27, del D.L. 78/2010)” all’art. 1, comma 4, lettera b) individua fra le funzioni conferite all’Unione anche quella relativa alla ricerca dell’abitazione e all’assegnazione di alloggi pubblici.  Con la deliberazione della Giunta dell’Unione n. 18 del 13/05/2015 ad oggetto “Funzione sociale “Ricerca dell’abitazione e assegnazione di alloggi pubblici”– Provvedimenti”, si è stabilito, tra l’altro,  “di rinviare l’avvio della gestione associata della funzione sociale finalizzata alla “ricerca dell’abitazione e all’assegnazione di alloggi pubblici”, di cui all’art. 1, comma 4, lettera b) della convenzione rep. N. 67/2015”.

Infine la deliberazione della Giunta dell’Unione n. 19 del 30/03/2016 ad oggetto “Disposizioni per l’avvio della funzione associata delle Politiche Abitative”, ha stabilito, tra l’altro, l’avvio della gestione associata della funzione sociale finalizzata alla “ricerca dell’abitazione e all’assegnazione di alloggi pubblici” (di cui all’art. 1, comma 4, lettera b) della convenzione rep. N. 67/2015 citata) a partire dal giorno 1 Aprile 2016, attraverso la costituzione del Servizio Politiche abitative e, parallelamente, ha stabilito di rinviare a data successiva l’attività associata della ricerca di alloggi sociali da proprietari privati e la gestione della funzione denominata ”agenzia casa”.

Nel corso del 2016 si è proceduto pertanto all’approvazione – da parte del Consiglio dell’Unione del Distretto Ceramico – del Regolamento per l’assegnazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica che ha portato all’approvazione di un unico bando sul territorio dei comuni dell’Unione per l’assegnazione di alloggi ERP le cui graduatorie – specifiche per i singoli ambiti comunali – sono attualmente in corso di approvazione.

E’ attualmente in corso di definizione il passaggio all’Unione della parte di competenze relative all’attività associata della ricerca di alloggi sociali da proprietari privati e la gestione della funzione denominata ”agenzia casa”.

Il Servizio Sociale Territoriale di Sassuolo, come indicato al punto procedente, dispone di alcuni specifici strumenti di azione per interventi di sostegno ai nuclei familiari colpiti da sfratti e/o da situazioni di emergenza abitativa.

5)    Dall’inizio dell’anno ad oggi risultano erogati dal Servizio Sociale Territoriale di Sassuolo (Settore Politiche Sociali dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico) n. 7 contributi – destinati ad altrettanti nuclei familiari –  dal Fondo di Solidarietà Città di Sassuolo per un totale di € 8.250,00. Tutti questi contributi sono stati destinati ad interventi di sostegno a nuclei familiari in situazione di emergenza a causa di procedure di sfratto.

 

Il Consigliere Giorgio Barbieri si è dichiarato   soddisfatto   della articolata risposta ricevuta dall’Assessore Vivi, contenente numerosi elementi per analizzare con cura il quadro complessivo relativo alla questione portata in evidenza dall’interrogazione stessa.

 

Interrogazione su: Ricerca di idrocarburi “Bugia” nel territorio del distretto ceramico

In questa interrogazione del Consigliere e Capogruppo del PD Matteo Mesini, lo stesso ha chiesto all’Amministrazione Comunale di poter fare il punto:

Quando i comuni sono stati informati della ripresa di queste ricerche?

Quale territorio è interessato da questo tipo di ricerche e in che modo verranno effettuate?

In che modo gli enti locali possono essere coinvolti e messi in condizione di incidere su queste autorizzazioni, come il Sindaco intende agire per ottenere tutti gli approfondimenti e le tutele possibili per il territorio e quali azioni è possibile intraprendere?

Si interrogano il Sindaco e la Giunta circa l’intenzione di agire per ottenere tutti gli approfondimenti e le tutele possibili del territorio e di esercitare ogni azione possibile per la tutela dello stesso.

Si interrogano il Sindaco e la Giunta per:

– conoscere la posizione dell’Amministrazione sulla concessione di permessi di “screening” idrocarburi e autorizzazioni all’esecuzione di sismica a vibratori, operazioni che potrebbero volgere alla comparsa di siti di estrazione idrocarburi sui nostri territori.

– se sono in previsione o sono già attivi sul nostro territorio progetti e attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e stoccaggio sotterraneo di gas naturale che prevedano impatti ambientali negativi sui nostri territori

– se l’Amministrazione si è già attivata per avere confronti e approfondimenti presso la Regione Emilia-Romagna ed i Ministeri competenti

Ha così risposto all’interrogante l’Assessore all’Ambiente Sonia Pistoni:

Formalmente i comuni sono stati informati della ripresa delle ricerche solo in occasione di un incontro tenutosi in data 16 maggio del corrente anno presso la sede della Regione Emilia-Romagna, la cui convocazione è pervenuta con nota sub. prot. 16834 del 11/05/2017.

La D.G.R. n. 1481/2016, recante “Intesa Stato-Regioni. Autorizzazione all’esecuzione di sismica a vibratori nel permesso di ricerca di idrocarburi “Bugia” nei comuni di Formigine, Sassuolo, Fiorano M., Castelnuovo R., Modena in provincia di Modena, Rubiera in provincia di Reggio Emilia. Istanza della società Aleanna Resources llc.”, che di fatto esprime l’assenso all’intesa per l’autorizzazione all’esecuzione del rilievo sismico 3D subordinandolo al rispetto delle prescrizioni di cui alla D.G.R. n. 1227/2009 (delibera di conclusione della procedura di verifica ambientale, denominata “screening”), non era stata comunicata alle Amministrazioni comunali.

Il permesso di ricerca idrocarburi denominato “Bugia” rilasciato con D.M. del 28/09/2010 alla società Aleanna Resources llc riguarda un’area di 197,80 km2 e interessa porzioni di territorio nei comuni di:

Albinea, Casalgrande, Castellarano, Quattro Castella, Reggio Emilia, Rubiera, Scandiano, Vezzano sul Crostolo, Viano in Provincia di Reggio Emilia; Castelnuovo R., Fiorano M., Formigine, Modena, Sassuolo in provincia di Modena.
L’esecuzione del rilievo sismico 3D con uso di vibratori meccanici “3D3372/2014” interessa un’area di circa 90 km2 ed è prevista nel territorio dei comuni di Fiorano, Formigine, Sassuolo, Castelnuovo R. Modena e Rubiera ricompresi nel permesso di ricerca “Bugia”, ma al momento non è nota l’ubicazione di dettaglio dei rilievi.

Il programma di ricerca è suddiviso in fasi caratterizzate da una successione di indagini, la cui effettiva attuazione è strettamente correlata e subordinata agli esiti delle fasi precedenti. Il programma di ricerca idrocarburi “Bugia” è stato valutato, al termine della procedura regionale di “screening”, ambientalmente compatibile limitatamente allo studio geologico e al rilievo sismico 3D, nel rispetto delle prescrizioni di cui alla D.G.R. n. 1765/2009, mentre l’eventuale fase finale di localizzazione e realizzazione di un pozzo esplorativo dovrà essere assoggettata a procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA).

Per quanto concerne le prime fasi, l’Amministrazione si è già attivata, chiedendo e partecipando all’incontro regionale del 16 maggio scorso, a seguito del quale la Regione Emilia-Romagna ha inviato al Ministero dello Sviluppo Economico e alla società Aleanna Resources LLC formale richiesta di sospensione delle attività di rilievo sismico per almeno 6 mesi, affinchè sia effettuata una campagna informativa sulle attività che si intendono realizzare sul territorio.

La D.G.R. n. 1765/2009 infatti prevede specifiche prescrizioni attinenti l’indagine sismica:

con anticipo di almeno gg 30 rispetto alla data di inizio attività, dovrà essere prodotto alle Province, ai Comuni direttamente interessati, ed alle ARPA territorialmente competenti, e concordato con essi, il progetto esecutivo della campagna di prospezione sismica: tracciato, ubicazione punti di energizzazione, modalità operative, tempistica delle indagini e delle operazioni di ripristino, eventuali specifici interventi di mitigazione e/o compensazione delle componenti ambientali interessate; in particolare dovranno essere concordate con i Comuni/Province possibilità e garanzie di utilizzo delle infrastrutture stradali con ripristino dei luoghi;
per consentire un’adeguata informazione della popolazione, dovranno essere comunicati ai Comuni interessati ed alle ARPA territorialmente competenti, obbligatoriamente e con congruo anticipo, i siti interessati “giorno per giorno” dalle operazioni (calendario dettagliato delle operazioni);
il tracciato (stendimenti e punti di energizzazione) dovrà escludere, prevedendo altresì, per i punti di energizzazione, adeguate fasce di rispetto:
− le strutture urbane storiche e le strutture insediative storiche non urbane così come individuate dai piani territoriali delle Province e dei Comuni interessati, ed in generale i centri abitati e le zone produttive considerando per questi una fascia di rispetto di almeno m 200;

− gli edifici ed i manufatti sottoposti a tutela ai sensi del DLGS 22 gennaio 2004, n. 42;

− le aree individuate come “complessi archeologici” ed “aree di accertata e rilevante consistenza archeologica” dal vigente PTCP della Provincia di Modena;

per assicurare la piena congruenza del progetto con le previsioni dei PTCP vigenti e/o adottati delle Province di Modena e Reggio Emilia, dovranno essere rispettate, per quanto di interesse, le indicazioni delle NTA delle singole zone interferite, con particolare riguardo alle disposizioni inerenti scavi, perforazioni e passaggio di mezzi motorizzati;
in riferimento al rumore dovrà essere richiesta, se necessaria, autorizzazione in deroga ai sensi della LR 9 maggio 2001, n. 15 sulla base dei criteri stabiliti con delibera di Giunta Regionale n. 45 del 21 gennaio 2002, fermo restando che i punti di energizzazione dovranno essere ubicati a distanza tale dagli edifici presenti da ridurre al minimo gli eventuali disturbi ed il rumore solido;
i punti di energizzazione dovranno rispettare una distanza di almeno m 100 dalle unghie esterne delle arginature esistenti;
i punti di energizzazione non potranno essere collocati nelle zone di tutela assoluta e di rispetto di acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano;
da parte degli operatori dovrà essere posta particolare cura nell’individuazione di tutte le condotte sotterranee (acqua, gas, ecc.) che potrebbero risultare danneggiate a seguito delle vibrazioni indotte nel terreno, con conseguenti problematiche di impatto ambientale dovute a rotture, sversamenti nel suolo ed in atmosfera, concordando preventivamente e formalmente con gli enti gestori le cautele da adottare e le garanzie a copertura di eventuali danni che comunque si verificassero;
qualora le attività di prospezione provocassero danneggiamenti alle infrastrutture pubbliche, dovrà esserne data opportuna e tempestiva comunicazione ai competenti Uffici dei Comuni e/o delle Province interessati: le infrastrutture dovranno essere ripristinate a cura e spese della Società proponente, sulla base delle indicazioni tecniche fornite dai suddetti Uffici;
Successivamente, qualora si dovesse arrivare alla fase finale di realizzazione di un pozzo esplorativo, l’Amministrazione comunale avrà modo di esprimersi in sede di Conferenza di Servizi, esprimendo e motivando la propria posizione rispetto al relativo progetto di localizzazione e realizzazione.

L’amministrazione comunale di Sassuolo ed i Sindaci dei comuni di Fiorano Modenese, Formigine e Rubiera hanno espresso la loro contrarietà e la loro preoccupazione per l’azione di ricerca annunciata e autorizzata relativamente alle attività di screening per  idrocarburi.

Il territorio del distretto ceramico in particolare quello sassolese ha avuto una significativa crescita urbanistica dovuta alla presenza di diverse attività produttive ed industriali, oltre ad infrastrutture e zone di cava che hanno e potranno impattare il territorio dal punto di vista ambientale. Quindi a prescindere dalle azioni di ricerca crediamo che trivellazioni in questo territorio non siano compatibili con le già tante emergenze ambientali presenti e che comporterebbero un ulteriore impatto ambientale negativo sul territorio.

Il territorio comunale è interessato dalle seguenti attività:

il permesso di ricerca idrocarburi denominato “Bugia” rilasciato alla società Aleanna Resources llc di cui alle interrogazioni;

il permesso di ricerca idrocarburi denominato “Sassuolo”, conferito con D.M. del 27/04/2010 alla società Terracon srl, che riguarda un’area di 252,26 km2 sempre compresa tra le province di Modena e Reggio Emilia. Il relativo progetto è stato sottoposto a procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA), conclusasi con DGR n. 1027/2009. La durata accordata era di anni 6, pertanto il permesso dovrebbe essere scaduto in data 27/04/2016, in quanto anche sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico non appaiono sospensioni dei termini. Inoltre nella carta dei titoli minerari vigente appare come “permesso di ricerca con istanza di rinuncia”.

 

Il Consigliere Mesini si è dichiarato soddisfatto della risposta ricevuta.

 

Interrogazione del Gruppo Sassuolo 2020 su “Circolo Falcone e Borsellino”

In questa interrogazione, presentata dal Consigliere e capogruppo Giorgio Barbieri si interroga l’Amminisitrazione Comunale per sapere i motivi dettagliati per i quali, nonostante l’annuncio dato nei mesi scorsi per la riapertura del Centro di quartiere Flacone-Borsellino, oggi la struttura ed in particolar modo il bar-ristorante siano ancora chiusi.

E a quale punto della vicenda si sia giunti e quando si prevede la ripresa delle attività del luogo di aggregazione.

Questa la risposta all’interrogazione  a cura della Vice Sindaco Maria Savigni:

Il centro di quartiere Falcone e Borsellino resta certamente un punto di riferimento importante per tutti gli abitanti della zona e per l’intera comunità di Sassuolo.

Proprio per questa ragione ed alla luce della insoddisfacente esperienza condotta con le ultime gestioni del locale, affidato a soggetti privati per la conduzione dell’attività di bar e pizzeria, l’amministrazione comunale ha in animo di prevedere in futuro una diversa modalità di conduzione degli spazi.

L’attuale orientamento dell’amministrazione su questi locali prevede di pervenire a  due distinte assegnazioni, stanti le diverse finalità e vocazioni degli spazi presenti,  entrambe rivolte al mondo non-profit, precedute da avviso esplorativo  di manifestazione di interesse riservato al mondo  associativo, per l’individuazione dei soggetti interessati:

Per la sala di quartiere polivalente  e relativi servizi, si prevede, previa pubblicazione di avviso esplorativo,  l’assegnazione ad un soggetto associativo operante nelle attività ricreative, aggregative, corsistiche, in grado di condurre la sala con  la proposta di attività rivolte soprattutto al quartiere circostante, quale polo di animazione ed aggregazione per l’area.

Per gli spazi ex bar/pizzeria e pertinenze esterne si prevede l’ assegnazione  ad una seconda associazione avente  finalità socio assistenziali, con il mantenimento di un punto di somministrazione al pubblico, svolto però con caratteristiche  e finalità di integrazione sociale.  I restanti spazi potranno essere utilizzati per attività laboratoriali,  aggregative e/o   educative rivolte agli associati, utenti e alle loro famiglie; sono posti in capo al soggetto affidatario, oltre agli oneri di conduzione dei locali anche  gli oneri necessari alla realizzazione degli interventi manutentivi e di organizzazione interna degli spazi, previa autorizzazione di SGP, concessionaria di tutto il complesso.

Per le suesposte destinazioni  è  ormai completata la fase istruttoria ed è  prossima l’adozione da parte della Giunta Comunale delle linee di  indirizzo a valere  per SGP, concessionaria dei locali, a cui la società dovrà attenersi per i successivi atti di  individuazione dei contraenti e di affidamento dei locali.

Si può quindi ipotizzare che la riapertura dei locali possa avvenire entro l’autunno.

Nel periodo intermedio continua l’attività della sala di quartiere.

SGP è rientrata in possesso dell’immobile in data 16 marzo 2017 con la riconsegna delle chiavi. A fronte del parziale recupero del debito accumulato nei suoi confronti, SGP ha attivato le procedure per l’escussione della fideiussione per un importo pari ad 15.750 € all’ILFA Leasing Spa di Roma.

Per il recupero del credito allo stato attuale risulta antieconomico intraprendere azioni giudiziarie in quanto la TO.MA Srl risulta inattiva, non possiede nulla ed essendo società di capitali non si possono intaccare i beni personali dei soci.

Di conseguenza, con il proprio ufficio legale, si stanno valutando i pro e contro di procedure volte sia al recupero del credito che di istanza di fallimento.

 

L’interrogante Giorgio Barbieri, si è dichiarato  del tutto  insoddisfatto  della risposta ricevuta in merito dal Vice-Sindaco, sottolineando, come a suo giudizio, non sia ammissibile che non vi sia ancora una data certa per la riapertura dei locali in questione e che sarebbe stato oltremodo necessario prevedere entro questa stagione estiva, la riapertura di un così importante punto di ritrovo e aggregazione.

I cittadini del quartiere dell’area di Rometta interessati non sono certo da considerarsi di serie “B” rispetto a tutti gli altri cittadini della nostra città.

 

Interrogazione su “Fatti Cir Food Ospedale di Sassuolo” assunta agli atti con il prot. n. 20892 del 7 giugno 2017

In questa interrogazione, il consigliere Antonio Rossi, del Gruppo Misto, in merito alla precettazione avvenuta lo scorso 30 Maggio nei confronti dei dipendenti della Mensa ospedaliera Cir Food dell’Ospedale di Sassuolo, in occasione della mobilitazione generale del comparto della categoria dei servizi, ha chiesto all’Amministrazione comunale di esprimere il proprio punto di vista su quanto accaduto.

Rossi, ricordando gli specifici articoli della Costituzione che tutelano il diritto di sciopero, all’interno delle regolamentazioni giuridiche vigenti, ha infatti rimarcato la particolarità di una vicenda che vede da tempo i lavoratori interessati senza il rinnovo del Contratto Collettivo di Lavoro.

“Premesso che la questione riguarda un altro Ente, – ha detto Il Sindaco Claudio Pistoni – intendo precisare che l’Amministrazione Comunale, non conoscendo la vicenda nei particolari, non ritiene di poter validamente commentare quanto non è di propria competenza.

L’Amministrazione è sicura nell’affermare il proprio sostegno a tutti i lavoratori per la garanzia dei propri diritti; di contro non può sottacere che, nel caso di specie, anche i pazienti hanno dei diritti che vanno evidenziati e difesi.

Come anzidetto, riguardando la questione un altro Ente, per correttezza l’Amministrazione non può intervenire nei confronti della ditta che gestisce il servizio in discussione.

Sarà nostra cura interpellare Cir Food, chiedendo un chiarimento, pur sapendo che la questione non rientra nelle competenze dell’Amministrazione Comunale e riguarda direttamente materia sindacale.

Auspico – ha concluso Pistoni – che la controversia tra lavoratori ed impresa appaltatrice, per il mancato rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, giunga nel più breve tempo ad una soluzione  che soddisfi entrambe le parti.”

 

Il Consigliere Antonio Rossi, si è dichiarato soddisfatto della risposta ricevuta dal Sindaco Pistoni.

 

(a cura dell’Ufficio Stampa Comunale)





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