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Con 5.000 presenze si chiude oggi il Pro-Memoria, prima edizione dispari del Memoria Festival

La memoria è il segno distintivo di Mirandola: questo il senso più profondo e autentico del successo del PRO-MEMORIA Festival, formula più concentrata e tematica del Memoria Festival nonché prima delle edizioni dispari: come nel movimento del battito del cuore, che si contrae e si espande, così il Festival abbraccia panorami più estesi negli anni pari e si concentra su alcuni elementi in particolare negli anni dispari. 5.000 presenze hanno premiato questa scommessa, seguendo con grande partecipazione e senso di appartenenza gli incontri nella cornice Liberty del Parco Piazza Matteotti, appartenente al palazzo già sede della Cassa di Risparmio di Mirandola: un luogo ricco di storia, ricordi e suggestioni rimasto inutilizzato dopo il sisma del 2012 e che proprio grazie al Festival è tornato a vivere. Come da programmazione biennale, il Memoria Festival dà appuntamento all’anno prossimo, dal 7 al 10 giugno 2018.

Iniziato con un’anteprima l’8 giugno e in programma fino a questa sera, con un “dopo-festival” domani, il PRO-MEMORIA è promosso dal Consorzio per il Festival della Memoria in collaborazione con la casa editrice Einaudi e quest’anno ha messo a fuoco il tema dell’intreccio tra Figure e Destino. E oltre alla città di Mirandola ha coinvolto nella propria rete anche i Comuni dell’Area Nord San Felice sul Panaro e Medolla.

Grande soddisfazione da parte del Sindaco di Mirandola Maino Benatti: “Il Memoria Festival è biennale e quest’anno abbiamo voluto continuare la tessitura di quel filo: Mirandola come città della memoria, attraverso la valorizzazione di aspetti diversi e contribuendo in modo concreto alla rinascita. Per questo abbiamo allargato al territorio e scelto un luogo che negli ultimi cinque anni era rimasto chiuso e inutilizzato: l’abbiamo riaperto, restaurato e ri-attualizzato, facendone il fulcro del Pro-Memoria. La calda partecipazione del pubblico è stata il riconoscimento più ambito e la prova che il nostro progetto culturale è incamminato sulla strada giusta. Il passato va elaborato in modo propositivo: questa città non può non essere il punto di riferimento di quanto successo nel 2012 in Emilia Romagna. Siamo su un crinale: se ci voltiamo indietro troviamo la risorsa del nostro passato, anche ferito, ma è in avanti che dobbiamo guardare, lavorando per costruire il futuro”.

Giuliano Albarani, Presidente del Consorzio per il Festival della Memoria, condivide l’entusiasmo del Sindaco e di tutti gli organizzatori: “Sono davvero felice che questa edizione dispari e più sperimentale, ritagliata su argomenti specifici, sia stata così apprezzata dal pubblico, che ci ha seguiti in un viaggio attraverso le figure e il destino intrecciati alla memoria, alle narrazioni originarie, ai miti. Vorrei anche ringraziare i numerosi volontari delle scuole superiori di Mirandola, che integrando lo straordinario sforzo del mondo delle associazioni mirandolesi già decisivo l’anno scorso nell’organizzazione e nella gestione della manifestazione, hanno colorato di vivacità e allegria queste tre giornate. E questo è davvero il cuore del Memoria Festival: il rapporto di organicità della memoria rispetto alla città di Mirandola e al suo territorio, insieme all’orgoglio per aver combinato l’offerta culturale con la rivalutazione materiale dei luoghi della città”.

I tre giorni di conversazioni, spettacoli e approfondimenti hanno coinvolto filosofi e scienziati, storici e scrittori, giornalisti e critici letterari: dalle vecchie edizioni dello storico lunario cittadino Al Barnardon alle Memorie di una Rivoluzione di un secolo fa. Dimitrij Šostakovič: un artista del popolo?, racconto per parole e note sul rapporto fra un grande artista e il potere con la voce recitante di Sandro Cappelletto e la musica di Šostakovič proposta dal Quartetto Savinio e da Marco Scolastra al pianoforte. E poi i miti: quelli delle varie forme d’amore narrati dalla scrittrice Paola Mastrocola, accompagnata dalle letture degli attori Marinella Manicardi ed Emanuele Arrigazzi, e quelli legati alla figura del pater familias nell’antica Roma, che la storica Eva Cantarella ha analizzato, sottolineandone le tracce ancora presenti oggi in alcuni fenomeni della società. La stessa che nella nostra epoca ha visto cambiare profondamente il concetto di maternità, come spiegato dalla psicologa Silvia Vegetti Finzi in un’intensa rievocazione di tutti gli aspetti interiori, individuali e sociali legati alla nascita e al diventare madri. E sempre di società, questa volta in rapporto alle idee di corpo e salute, si è occupato lo storico della medicina Andrea Carlino, mentre sabato sera l’attore e comico Gioele Dix ha dato voce alle memorie del “pungente” protagonista di Scorpione – Fuoco di Ernesto Franco, con la musica di Savino Cesario. In contemporanea a San Felice sul Panaro, il giornalista e conduttore televisivo Edoardo Camurri e l’antropologo Marino Niola hanno ripercorso la Memoria della Provincia fra storie, personaggi e curiosità. Figure e Destino sono anche quelle che immaginiamo scrutando il cielo, come ha raccontato questa mattina il ricercatore dell’INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica Adriano Fontana invitando il pubblico a scoprire la Memoria del cosmo e la nascita dell’universo.

Fra un incontro e l’altro, il pubblico del Festival ha potuto constatare come la memoria abbia non solo tanti volti ma anche tanti sapori, grazie alla Memoria del gusto, la proposta curata da Terranostra e Campagna Amica di Coldiretti Modena, socia del Consorzio per il Festival e tra i promotori di tutto l’evento. Gli apprezzatissimi menù della memoria sono stati proposti dall’Agriturismo Casa Minelli di Monzone di Pavullo e dall’Agriturismo La Corte di Stuffione di Ravarino, utilizzando prodotti recuperati dalla tradizione contadina, come il farro e la segale, ma anche attraverso piatti composti con vere e proprie glorie della tradizione modenese, come l’Aceto Balsamico, il Lambrusco, i salumi e le crescentine.

Il PRO-MEMORIA continua oggi pomeriggio mettendo l’accento sull’eredità più nota di Mirandola, quella legata a Pico e alla filosofia dell’Umanesimo, una delle rivoluzioni culturali più importanti nella nostra storia, di cui discuteranno alle 16 Marco Bertozzi e Raphael Ebgi. Alle 17.30 lo scrittore Diego De Silva insieme a Dalia Oggero rifletterà sulle Vite parallele: De Silva – Malinconico, ovvero su come agisce la memoria di un personaggio di finzione, mentre il mito e il destino delle città contemporanee saranno al centro della conferenza L’idea di città fra passato e futuro di Joseph Rykwert (alle 19), storico britannico dell’architettura e voce illustre nella critica d’arte, autore di quel L’idea di città considerato uno dei punti di riferimento nella riflessione sulla moderna urbanistica. Questa sera appuntamento imperdibile per gli amanti del cinema: il critico Gian Piero Brunetta e il regista Franco Piavoli, maestro della produzione indipendente italiana, discuteranno di Memoria delle immagini (ore 21.30) con, a seguire, la proiezione di L’orto di Flora (segmento di Terra Madre, 2009, realizzato da Piavoli in collaborazione con Ermanno Olmi) e Festa (film del 2016 presentato fuori concorso al Festival di Locarno). E a Medolla, sempre stasera, Marco Belpoliti ricorderà Primo Levi, del quale quest’anno ricorrono i trent’anni dalla scomparsa, in una lectio su La difficile memoria (Parco Villa Raisi, ore 21.30). Infine, nel “dopo Festival”, domani alle 20. 45 l’Associazione Sandro Campetella propone un focus sugli esempi positivi di innovazione e di crescita per affrontare il futuro: 2012-2017: una scossa che muove (Aula Magna “Rita Levi Montalcini”, ore 20.45).

Il PRO-MEMORIA è realizzato dallo stesso gruppo di lavoro del Memoria Festival e si avvale della collaborazione del comitato scientifico presieduto da Ernesto Franco (letteratura) e costituito da Lina Bolzoni (filosofia, arte), Gian Piero Brunetta (cinema), Sandro Cappelletto (musica, teatro e spettacolo), Francesco Dal Co (architettura, urbanistica), Alberto Melloni (storia, religione), Marino Niola (antropologia, enogastronomia), Alberto Oliverio (medicina, biologia) e Angelo Varni (storia). PRO-MEMORIA è promosso e organizzato dal Consorzio per il Festival della Memoria (Comune di Mirandola, Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, San Felice 1893 Banca Popolare, Coldiretti Modena, Rotary Club Mirandola, Egicon), con il patrocinio di Regione Emilia Romagna, Istituto per i beni artistici culturali e naturali – Emilia Romagna, Provincia di Modena e Unione Comuni Modenesi Area Nord, e in collaborazione con Giulio Einaudi editore.





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